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IMU e TASI 2016
CESSIONE DI ABITAZIONE IN COMODATO AI FAMILIARI
(RISOLUZIONE 1/DF/2016)

Il comma 10 lett. b) Legge n. 208/2015 (Legge di stabilità per il 2016) dispone l'abbattimento della base imponibile IMU e TASI nella misura del 50% "per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23".
 
Con la Risoluzione n. 1/DF/2016, il MEF ha precisato che laddove il comma 10 lett. b) della Legge di Stabilità 2016 richiami in maniera generica "l'immobile", la stessa deve intendersi riferita all'immobile ad uso abitativo.
 
Dal tenore letterale della norma si evince che, l'agevolazione spetta solo qualora siano rispettate (tutte) le seguenti condizioni:

ü il comodatario deve utilizzare l'immobile ricevuto in comodato come propria abitazione principale (deve risiedervi anagraficamente nonché dimorarvi abitualmente);
ü il comodante deve possedere un solo immobile (abitativo) sul territorio nazionale;
ü il comodante deve risedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;
ü l'immobile oggetto del comodato deve essere di categoria non di lusso (cat. A2, A3, A4, A5, A6 e A7);ü il comodato deve essere registrato presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate.

 
Soffermandosi alla prima parte della norma si evince che tra le altre condizioni soggettive vi è che in ogni caso il comodante deve risiedere nello stesso comune in cui si trova l'immobile ceduto in comodato. L'agevolazione in esame può, quindi, applicarsi solo in due ipotesi:
1) il comodante, (es. genitore) possiede un solo immobile abitativo non di lusso in Italia che cede in comodato (non preclude l'agevolazione, l'eventuale possesso, oltre il predetto immobile, di altri immobili diversi dall'uso abitativo come ad esempio terreni, aree edificabili e negozi) e deve risiedere anagraficamente nello stesso comune in cui è situato l'immobile ceduto in comodato;
2) il comodante (es. genitore) oltre alla casa (non di lusso) data in comodato, è proprietario (in Italia) di una sola altra casa (non di lusso) la quale deve rappresentare la sua abitazione principale e deve essere altresì situata nello stesso comune in cui si trova l'immobile concesso in comodato (anche il tal caso non preclude l'agevolazione l'eventuale possesso di altri immobili diversi dall'uso abitativo come ad esempio terreni, aree edificabili e negozi).
 
Il MEF nella Risoluzione n. 1/DF/2016 chiarisce che, l'agevolazione in esame si applica anche alle pertinenze legate all'immobile oggetto di comodato nel limite massimo di tre, una per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7. Quindi, ad esempio, qualora all'immobile oggetto di comodato siano legate tre pertinenze ciascuna appartenente alle categorie C/2, C/6 e C/7, il comodante applicherà l'agevolazione sull'immobile e su tutte e tre le pertinenze. Qualora, invece, le tre pertinenze fossero due di categoria C/6 e una di categoria C/2, il comodante applicherà l'agevolazione sull'immobile, su uno dei due C/6 e sul C/2 ed il possesso dell'altro C/6 non precluderà l'applicazione dell'agevolazione ma su di esso il comodante sconterà IMU e TASI senza agevolazione, come "altro" immobile.
 
Da quest'anno, infine, come chiarito nella citata Risoluzione del MEF:

ü il comodatario (ad. figlio), che adibisce ad abitazione principale l'immobile ricevuto in comodato (dal genitore), non è tenuto al versamento della TASI (art. 1, commi 639 e 669 Legge n. 147 del 2013), poiché la Legge di Stabilità per l'anno 2016 ha previsto l'esclusione dalla TASI sia per il possessore sia per l'occupante per gli immobili (non di lusso) adibiti ad abitazione principale;
ü il comodante (ad es. genitore), se ricorrono tutte le condizioni richieste dal comma 10, lett. a) della Legge di Stabilità 2016, calcolerà IMU e TASI tenendo conto della riduzione al 50% della base imponibile e della quota TASI prevista dalla delibera comunale a suo carico (o in mancanza di previsione tenendo conto che la quota a suo carico è del 90%).



fonte: www.fiscal-focus.it
data : 23/02/2016